Un primo gruppo di 30 persone provenienti dal Marocco entra in un percorso di formazione
e inserimento dedicato alle imprese del settore siderurgico.
Una risposta concreta a un problema che riguarda sempre più da vicino la capacità delle aziende di trovare
competenze tecniche.
La difficoltà nel reperire personale qualificato non è più un fenomeno episodico. È uno dei temi con cui una parte crescente dell’industria italiana deve confrontarsi nella programmazione delle proprie attività e del proprio sviluppo.
Nel primo semestre del 2026 le imprese italiane hanno programmato circa 2,87 milioni di assunzioni e nel 44,8% dei casi hanno segnalato difficoltà nel reperire le persone necessarie.
Tra i profili più complessi da trovare continuano a esserci tecnici e operai specializzati: a febbraio 2026, per questi ultimi, la difficoltà di reperimento raggiungeva il 64,1%. Sono dati nazionali, non specifici della siderurgia, ma descrivono con chiarezza la pressione che il mismatch tra domanda e offerta di competenze esercita sul sistema produttivo.
Per la siderurgia italiana il tema assume un peso particolare. Federacciai rappresenta oggi 130 imprese associate, responsabili di oltre il 95% della produzione italiana di acciaio. Il comparto conta più di 70.000 addetti e nel 2025 ha prodotto 20,7 milioni di tonnellate di acciaio, confermandosi secondo in Europa per produzione e consumo alle spalle della Germania.
È in questo contesto che nasce il progetto sviluppato da Riconversider insieme a UMANA, con un primo gruppo di 30 persone provenienti dal Marocco coinvolte in un percorso finalizzato alla formazione e al successivo inserimento nelle imprese siderurgiche. Il progetto parte da un bisogno condiviso dalla filiera e punta a trasformarlo in una risposta organizzata e progressivamente dimensionabile sulle esigenze delle aziende.
Dal fabbisogno delle imprese a un modello di filiera
Il punto di partenza è semplice: quando la difficoltà di reperire competenze riguarda contemporaneamente più aziende, affrontarla esclusivamente a livello della singola impresa rischia di non essere sufficiente.
La prima esperienza Riconversider–UMANA nasce quindi con una logica diversa: costruire un percorso dedicato alla siderurgia, mettendo in relazione fabbisogni professionali, selezione, formazione e inserimento.
La presenza di un soggetto specializzato nel settore consente di partire dalle caratteristiche reali delle imprese siderurgiche, dal loro linguaggio, dai processi produttivi e dai profili professionali richiesti.
Il valore del modello non risiede quindi soltanto nel reperimento di nuove risorse, ma nella capacità di costruire un percorso coerente con il contesto industriale nel quale quelle persone saranno chiamate a lavorare.
La prima edizione con 30 partecipanti sta già permettendo di lavorare sugli elementi che dovranno sostenere le successive: processo, ruoli, formazione, coordinamento con le aziende, inserimento e condizioni operative. L’obiettivo è consolidare un modello replicabile e dimensionarlo progressivamente sui fabbisogni reali della filiera.
Un tema che riguarda l’intero mercato del lavoro
La ricerca di nuove competenze fuori dai confini nazionali non nasce in un vuoto.
L’OCSE rileva che, nonostante il mercato del lavoro italiano abbia raggiunto nel 2026 livelli record di occupazione, persistono carenze strutturali di personale, legate tra l’altro all’invecchiamento della popolazione, alla trasformazione digitale e alla transizione verso la neutralità climatica.
Lo stesso quadro normativo italiano si è evoluto negli ultimi anni per favorire percorsi nei quali formazione e ingresso nel mercato del lavoro siano maggiormente collegati.
L’articolo 23 del Testo Unico sull’Immigrazione prevede, per esempio, percorsi di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi di origine: i lavoratori che completano programmi approvati dal Ministero del Lavoro possono entrare in Italia al di fuori delle quote ordinarie previste dai decreti flussi.
Nel 2026 sono stati inoltre introdotti nuovi strumenti per facilitare l’incontro tra i profili formati all’estero e la domanda delle imprese. Il rapporto tra Italia e Marocco ha inoltre una base consolidata. L’accordo bilaterale in materia di lavoro tra i due Paesi prevede espressamente la collaborazione per facilitare l’incontro tra domanda e offerta e favorire la formazione dei lavoratori candidati alla migrazione in relazione ai profili richiesti dal mercato del lavoro italiano.
Il progetto Riconversider–UMANA si colloca quindi all’interno di un cambiamento più ampio: passare dalla semplice ricerca di personale alla costruzione di percorsi organizzati di competenza, formazione e inserimento.
La prima edizione come base per le successive
I 30 partecipanti rappresentano l’avvio concreto del modello.
Questa prima esperienza consente di consolidare il processo e di raccogliere informazioni utili a progettare le edizioni successive sulla base delle necessità delle aziende.
Il passaggio seguente sarà infatti il confronto con le imprese della filiera per arrivare a una lettura più puntuale dei fabbisogni: quali profili, quanti lavoratori, con quali tempistiche e in quali sedi. È su questi dati che sarà possibile programmare e dimensionare le nuove edizioni.
Non un catalogo standard, quindi, ma un servizio costruito progressivamente sulla domanda reale del settore.
È una modalità di lavoro coerente con la natura stessa di Riconversider: partire dai bisogni delle imprese siderurgiche e tradurli in progetti che tengano insieme competenze, formazione e conoscenza dei processi industriali.
Il primo gruppo di 30 persone è l’inizio di questo percorso. Le prossime edizioni saranno costruite a partire da ciò che la filiera realmente richiederà.
